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Innsbruck

Innsbruck (in dialetto tirolese Innschpruckh) è il capoluogo del Tirolo Settentrionale e dello stato federato austriaco del Tirolo, nonché capitale della regione storica nota col nome di Principesca Contea del Tirolo. In italiano arcaico era nota come Enoponte o Ponténo[1] (dal latino Oeniponte), da cui, gli abitanti, pontenési.
Situata a 574 m s.l.m. e con 122 458 abitanti, Innsbruck è la quinta città più grande dell'Austria (dopo Vienna, Graz, Linz e Salisburgo). È attraversata dal fiume Inn; il suo nome deriva da Inn e bruck e significa Ponte sull'Inn.
Con Bolzano è sede congiunta della Convenzione delle Alpi.

Storia
La città di Innsbruck si è originata sul luogo di quello che fu l'antico castrum romano di Veldidena, i cui resti oggi fanno parte del quartiere di Wilten. Prende il suo nome da Inn e bruck, cioè ponte sul fiume Inn e rimase una località di confine per tutta l'epoca dell'Impero Romano. Le prime notizie sulla città successive al periodo romano risalgono al 1138 in un documento in cui il monastero praemonstratense di Wilten dona una zona della riva destra dell' Inn al conte di Andechs zona in cui sorgerà quella che oggi è la città vecchia. In un documento del 1187 è citato un nuovo mercato chiamato Innsbruck nei possedimenti dei conti di Andechs i quali fecero poi costruire delle mura e torri difensive a protezione della zona dei commerci che si sviluppò molto rapidamente. Il 9 giugno 1239 il duca Ottone II conferi ad Innsbruck il rango di città.
Alla morte di Ottone II, nel 1248, non avendo eredi la città passò tra i domini dei conti del Tirolo, per poi essere ceduta assieme al territorio tirolese cis- e transalpino a Rodolfo IV d'Asburgo nel 1363. Fu capitale del Tirolo nel 1420, sostituendosi a Merano (che lo era stato fin lì). Divenuta residenza ufficiale dell'Imperatore Massimiliano I, la città conobbe un periodo di grande splendore e di incremento economico tra il XVI ed il XVII secolo. Nel 1669 fu aperta l'università di Innsbruck.

Con la Pace di Presburgo (1805) passò alla Baviera per poi tornare legittimamente all'Austria con il Congresso di Vienna nel 1815.
Durante il periodo irredentista, anche a Innsbruck vi furono degli scontri, come ad esempio il pogrom antiitaliano scatenato da studenti pangermanisti del 1904, per protesta contro l'apertura di una facoltà in lingua italiana presso la locale università, che fu assalita e successivamente chiusa e che vide coinvolti gli allora studenti Cesare Battisti e Alcide De Gasperi.
Nella storia contemporanea venne occupata temporaneamente dalle truppe italiane nel 1918 che vi rimasero fino al 1919. Alcuni gruppi organizzati di nazisti in abiti borghesi nel 1938 assassinarono quattro delle personalità maggiormente conosciute nella locale comunità ebraica: Richard Berger, Josef Adler, Richard Graubart e Wilhelm Bauer. Più di venti famiglie furono il bersaglio di pestaggi e saccheggi. Solamente nel dopoguerra e solo alcuni vennero condannati (con pene miti), mentre i mandanti non furono mai perseguitati, tra cui lo stesso Gauleiter.